Sinestesie

Lungomare Caracciolo e sullo sfondo, il Vesuvio.

I ricordi sono pericolosi?

Avvolta da profumi, colori, gusti…carezze.

Ed è subito teoria di Berne: fame di stimoli, di riconoscimento, di struttura.

Due anni fa, anno di prova a scuola. Laboratori obbligatori, mi affaccio all’analisi transazionale finalizzata alla gestione dei conflitti in classe.

– Geniale! – penso.

Perchè considerare tutti i corsi noiosi e inutili? Rimarremmo, come spesso succede, nell’ambito dei preconcetti, delle etichette e invece perchè non concedersi delle sorprese?

La Fontana del Sebeto sul Lungomare Caracciolo.

Mi si apre un mondo e si conferma il mio «mantra» di sempre: «Tutto torna!» (nel bene e nel male, per intenderci ma, anche qui, perchè pensare al negativo? Occhio alla legge di attrazione degli eventi! 😉

Quindi mi sveglio, è lunedì.

Tanta energia, gioia interiore, voglia di riordinare le idee, scrivere i famosi elenchi di frasi da spuntare ma prima di tutto, un salvifico flusso di coscienza … (mento! Prima di tutto i meravigliosi messaggi di buongiorno con le mie amiche più care che sono già, chi in treno, chi in metro, pronte per una nuova settimana!)

La scrivania piacevolmente invasa da quaderni, libri, agende, astucci e la stramba cartoleria che adoro, mi invita a buttar giù qualche riga sui meravigliosi due giorni trascorsi nella capitale partenopea così traboccante di immagini, suoni e odori.

Insieme ad amiche, ex colleghe, ci siamo avventurate in un corso di formazione per l’apprendimento e insegnamento dello spagnolo come lingua straniera, che ha superato le nostre aspettative. Mi riferisco al pacchetto completo, sia chiaro!

Ponencias eccezionali tenute nella meravigliosa sede dell’Istituto Cervantes con tanto di attività all’aria aperta guidate, allo scoperta di un territorio che già conoscevo ma, che riserva sempre splendori inaspettati. Vicoli e labirinti in cui immergersi, animati da un vociare colorito e da opere d’arte maestose, calate in realtà popolari e non. Di fronte a chiese imponenti si incontrano ragazzi che improvvisano tamurriate e solo girando l’angolo si assiste a spettacoli di musicistisi jazz.

In una cornice così vibrante di energia, le nuove strategie educative proposte, sono state la ciliegina sulla torta!

Folclore, arte e tanta umanità.

Il tempo è scaduto, la vita incalza e con la speranza di aver reso anche solo in piccola parte, l’incanto, la magia e il calore di una città tanto accogliente e dalle evidenti radici spagnole, mi congedo.

Tanto grata per questa esperienza professionale ed umana che è solo sul nascere, vi auguro una splendida settimana con parole del corso che hanno risuonato così bene alle mie orecchie:

Educar la perspectiva y salir del carril.

Chiaramente applicabile a tutti gli ambiti, non solo quello educativo 😉

Con mucho amor y chispa,

Sarita.

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