Tómate a la ligera, te facilitará el vuelo.

Occorre non distrarsi.

Occorre riconoscersi.

Occorre chiedersi.

La sfida con la lingua italiana è paradossalmente più ardua di quella con la mia adorata lingua spagnola. 

Ed era giunto il momento di scrivere, ne ho sentito l’urgenza e per questa volta ne ho corso il rischio. 

Occorre porre limiti. 

C’è chi, per tante ragioni che non sempre abbiamo voglia di analizzare o semplicemente osservare, tenta, inconsapevolmente o meno, di travolgere gli altri nel proprio mondo ricco d’ansia, preoccupazioni, chi, come qualcuno diceva, ha per ogni soluzione un problema. 

La sensibilità di chi ne è vittima viene scalfita, la percezione di alcuni aspetti della vita ne può esser distorta. 

Ed è proprio allora che la sublime virtù della leggerezza deve affiorare. 

Sì, è proprio un obbligo che si tramuta in piacere non appena si allontanano le influenze di tali vortici insensati provenienti da mondi confusi di chi crede che la sofferenza sia il proprio scotto da pagare per qualcosa e la rigetta poi sugli altri.

Ed ecco spuntare la letteratura che regala sempre un’altra brillante prospettiva. 

Calvino nel testo del 1984 “Lezioni americane” sceglie alcune parole chiave per il nuovo millennio: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità. Dedica alla leggerezza il primo capitolo, ne illustra le virtù mediante un magistrale excursus letterario ed esordendo con la mitologia afferma: 

“In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi, ma che non risparmiava nessun aspetto della vita. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della Medusa. […]Per tagliare la testa di Medusa senza lasciarsi pietrificare, Perseo si sostiene su ciò che vi è di più leggero, i venti e le nuvole; e spinge il suo sguardo su ciò che può rivelarglisi solo in una visione indiretta, in un’immagine catturata da uno specchio.”

Il titolo di questo breve esperimento narrativo proviene da una simpatica calamita che acquistai anni fa in una creativa e affascinante libreria nello splendido quartiere di Malasaña aMadrid. (https://librosparaunmundomejor.com/producto/maripoesia-tomate-a-la-ligera/)

Come sempre accade “No hay mal que por bien no venga” e l’ispirazione per questo flusso di coscienza ha avuto origine da eventi un po’ spiacevoli che possono regolarmente presentarsi ma, sempre possono trasformarsi in qualcosa di speculativo e addirittura costruttivo, in particolare se giochiamo con l’immaginazione e la narrazione. 

Felice di aver trovato il tempo, di aver dedicato del tempo, perché sempre ne siam padroni, per tornare ad una delle mie maggiori  passioni.

Mi piace infatti continuare a voler considerare il tempo nel suo aspetto soggettivo o almeno a volerne privilegiare tale lato. Leggevo su un libro una citazione di Einstein: «L’unico motivo per cui esiste il tempo è che così non accade tutto contemporaneamente«.

Mi congedo dunque e con estrema umiltà e leggerezza mi auguro di aver dato spunti per riflettere, commentare e indossare lenti colorate.

Con mucho amor y chispa.

Sarita.

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